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Da King a Brecht: I have a dream.....Ma in quanti siamo? Stampa E-mail
mercoledý 24 febbraio 2010

di Enzo Miele

 

King-BrechtLa schermaglia che da mesi contrapponeva la Giunta Comunale alle Associazioni che sul territorio rappresentano a vari titoli gli interessi e le istanze dei disabili ha avuto il suo clou nel pomeriggio dell'otto febbraio davanti al Comune dove i manifestanti hanno lungamente protestato prima di riuscire a farsi ricevere con una loro delegazione nell'atrio (nell'atrio?..) di Palazzo di Città.

Ora, lungi dall'essere l'ennesima testimonianza di solidarietà verso le persone disabili, in quanto sarebbe un compito alquanto facile e scontato vista la mia appartenenza alla "categoria", questa è piuttosto una riflessione su certi corsi e ricorsi storici che ben si attagliano anche all'argomento in questione ed una breve considerazione sulla nostra ormai cronica incapacità di creare un fronte comune avverso le "intemperie" (tagli o riduzioni di spesa, ostacoli, ecc) che da varie parti (Enti Pubblici... ma anche Privati) periodicamente si abbattono su questa bene-detta dis-graziata categoria.

 

Quindi non starò a sindacare sulle ragioni (sacrosante) di una parte o sulle giustificazioni (per niente sacre e tantomeno sante) dell'altra parte ma voglio porre l'accento su un aspetto più a monte della polemica controversia non prima di aver fatto una doverosa e sentita considerazione. 

Io credo, confortato dai fatti, che il Piemonte sia sempre stata una delle Regioni meno insensibili alle problematiche sia sanitarie che sociali delle persone in difficoltà e credo anche che questa difficoltà nel trovare una soluzione soddisfacente per tutti al problema dei trasporti sia dovuta molto anche alla contingente situazione di crisi economica che tutto il Paese sta attraversando in questi mesi. 

E qui non è questione di destra o sinistra, sopra o sotto perché la Storia ha già dimostrato che indipendentemente da chi c'è nella "stanza dei bottoni" quando i conti non quadrano e bisogna recuperare qualche euro, visto che il solito, periodico e costante aumento di benzina in questo momento non si può fare se no va ancora più in crisi il Settore Auto (!!) allora non rimane che il "welfare" (una parola: un controsenso!). 

Insomma per noi è una ruota che gira: chi ti taglia oggi è solidale con te domani e viceversa. Per cui in un prossimo futuro, che qualcuno teme e qualcun altro anela non troppo lontano, le parti potrebbero essere invertite ma il risultato resterebbe identico... noi siamo come il pallone da football: cambiano le squadre ma ad essere preso a calci è sempre lui.  

Detto questo, il nostro peccato capitale è quello che accennavo all'inizio di questo scritto e cioè che, senza andare troppo indietro nel tempo, da cinquant'anni a questa parte non siamo mai riusciti ad unire in un unico progetto di "lotta" tutte le componenti di questo immenso mondo disabile pur avendone i numeri... e che numeri!! Io non parlo di fondare un partito (di questi tempi uno degli sport più diffusi) o di legarsi ad uno di quelli esistenti, sarebbe una cretinata... siamo tutti disabili ma ognuno mantiene le proprie idee e le proprie convinzioni indipendentemente dalle sue condizioni fisiche (anche se queste poi spesso finiscono con l'influire!).

Ma mi vengono in mente queste famose "lobby" che abbiamo anche in Italia e (senza scomodare quelle segrete) vedo che alcune categorie come quella dei medici o degli avvocati sono potentissime a livello sociale e politico anche per il tipo di lavoro che svolgono: tutte e due si fanno (nel bene e nel male) profondamente i fatti nostri smuovendo con le loro attività un'enorme quantità di denaro. Ma anche solo la "congrega" dei cacciatori che annovera poco più di settecentomila praticanti e che smuove somme di danaro relativamente molto più basse è comunque una delle lobby più influenti del Paese.... come mai questi soggetti riescono ad influire sulla società e spesso perfino condizionare il mondo politico e le sue scelte?...... perchè? Ma semplice, perché tutte queste categorie sono, come si usa dire, trasversali al mondo politico.... c'è ne un po’ in ogni partito e nella quasi totalità dei partiti!

Ecco l'uovo di colombo. Ecco cosa dobbiamo riuscire a fare... anche noi dobbiamo imparare a far fruttare al meglio le nostre potenzialità che stanno tutte nei numeri che ci compongono. In Italia si stima un numero di disabili di circa tre milioni (quelli ufficiali) che aggiunti al loro "indotto naturale" (familiari) ed "indotto potenziale" (amici, simpatizzanti) non oso pensare a che cifra si arriverebbe se questi numeri si potessero trasformare in soggetto di contrattazione su questo famoso tavolo del welfare. Questi numeri anche se spalmati "su tutto l'arco costituzionale" resterebbero enormi ed io dico che, finché abbiamo ancora diritto di voto, mettiamolo sul piatto della bilancia questo voto e se dall'altra parte non c'è la nostra convenienza allora si procede alla "pesa" elettorale senza di noi. Io dico anche che in quest'ottica sarebbe difficile, quando si va a protestare sotto qualche Palazzo (statale, regionale, provinciale o comunale che sia) apparire una piccola massa di poveri disgraziati che elemosinano comprensione, aiuto o pietà per le loro condizioni quando alle spalle delle loro istanze ci sono i numeri come quelli sopra citati! 

Allora potremmo dire, con forza e senza tema d'essere "ignorati",  la nostra su tutto: dalla spesa sociale giù fino al tanto apparentemente semplice quanto  impossibile rispetto dei parcheggi disabili passando per l'eterna inaccessibilità dei nostri mezzi pubblici e treni, compresi i nuovissimi "gioielli" di Trenitalia, i Frecciarossa, con accesso per carrozzine ancora con gli elevatori e quindi sempre soggetti alla disponibilità degli altri piuttosto che con accesso diretto come succede già da anni in Spagna (es. tratta Barcellona-Figueras). 

Bisogna tenere sempre alta la guardia perchè se c'è una cosa che la Storia ci ha insegnato e ci insegna di continuo è che l'uomo non fa mai tesoro dei sui sbagli e periodicamente ci ricasca sempre e sempre con maggiore crudeltà; io temo il nazista "progetto Aktion T4" ma temo altrettanto il fantascientifico (per ora) "programma Avatar".... tutti e due puntano ad un solo obiettivo: far sparire il disabile. Ma purtroppo andiamo alla deriva verso una Nuova Società che sarà devastante per i deboli e i diversi e non credendo che mai riusciremo ad attuare quanto sopra allora non rimane che sognare... e sognare un mondo dove tutte le persone siano uguali.... tutte disabili!  

 “I have a dream: that one day this nation will rise up and live  out ....”          

 (M. L. King) 

“Prima di tutto vennero a prendere gli zingari. E fui contento perché rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei. E stetti zitto, perché mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti, ed io non dissi niente, perché non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me, e non c'era rimasto nessuno a protestare.”
                                                                                                                                               
                                                                                   (B. Brecht)
 

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